IL PERCHÈ DI UNA SCELTA

Come è noto, la tecnica del mosaico consiste nel rivestire una superficie con dei frammenti di materiale diverso. Questo materiale può essere composto di pietre o marmi colorati, di vetri smaltati o ceramica, in modo alla fine da formare, con i diversi toni di colori, delle immagini che raffigurano delle scene. Gli effetti finali, compatibilmente con l'abilitá dell'artista, possono risultare molto decorativi e belli da vedere.

Spesso mi sono chiesta, al di lá della istintiva e comprensibile ricerca della bellezza estetica, perchè uomini di chiesa e politici, plutocrati ed artisti di successo continuino a scegliere --- piú o meno consapevolmente --- proprio il mosaico allo scopo di abbellire luoghi di culto e sedi di governo, teatri, stadi e, non ultime, le loro sofisticate magioni. Un segmento figurativo, quello dell'arte musiva, che quasi non ha conosciuto crisi fin dai tempi remoti delle prime, timide apparizioni: possiamo affermare sinteticamente che cosí come i Babilonesi idearono il mosaico, i Greci lo resero armonioso, i Romani elegante ed infine i Bizantini gli aggiunsero raffinatezza. Un sinonimo di stile che perdura sino ai nostri giorni.

Mosaici funerari, mosaici celebrativi, mosaici venatori, mosaici-ritratto, ma anche mosaici a valenza politica: per fare un esempio contemporaneo, come scordare il famoso e bizzarro mosaico pavimentale raffigurante George Bush padre, fatto posizionare una ventina di anni fa da Saddam Hussein all'ingresso dell’Hotel Rashid a Baghdad, in modo che venisse calpestato ad ogni passaggio degli ospiti dell'albergo?
Certo, possiamo sollevare obiezioni circa l’opportunitá della collocazione dell'opera; ineccepibile pare invece la scelta proprio del mosaico, nel segno di una continuitá che nell'odierno Iraq (l'antica Mesopotamia) è quantificabile in qualcosa come cinquemila anni.

Piú duri sono i materiali usati alla bisogna, piú resistente si rivelerá il mosaico nel tempo. Non a caso, ogni anno gli archeologi riportano alla luce tesori musivi inestimabili ed antichissimi, che sembrano sfidare il tempo nell'esibizione sfrontata delle proprie geometrie elicoidali. Proprio oggi osservo sullo schermo del computer le stupende tessere del mosaico pavimentale della Casa delle Quattro Stagioni a Tolemaide (Libia), vecchio di sedici secoli, e forse sono vicina a darmi quella famosa risposta.

Come sosteneva Plotino, la principale ossessione dell'uomo è quella di ribellarsi alla propria mortalitá. E allora c’è chi prova ad accarezzare il proprio sogno di eternitá mettendo al mondo un figlio, chi dipingendo un quadro, o costruendo una casa, ed ancora chi scrivendo una canzone o un libro; chi piantando un albero... ecco, commissionare un mosaico è un po’ come piantare un albero. Perchè un mosaico, al pari di un albero millenario, è un qualche cosa che dura (quasi) per sempre.